mercoledì 18 giugno 2014

COME RIMORCHIARE BENE


Avete presente quando un tizio in un bar vi offre da bere per conoscervi?

 Ecco, non si potrebbe fare la stessa cosa quando sono in libreria?

 Per esempio, sono alla la Feltrinelli e si avvicina un ragazzo: "Ciao, sai che "Il paradiso degli Orchi" di Pennac è anche uno dei miei libri preferiti? Mi permetti di regalartelo?"

 A parte che potrei cadere ai piedi di chiunque facesse una cosa simile.


E poi VUOI METTERE IL ROMANTICISMO. ♥ ♥ ♥

Ecco, più o meno così.
Fonte immagine: http://idoloridellagiovanelibraia.blogspot.it/

Cioè, un conto è uno che balbetta parole sconnesse in un locale, giusto per, quando in realtà sta pensando solo se indossi le mutandine, e quanto gli ci vorrà per togliertele.

Per te, ere geologiche, tizio. Ma solo perchè sei tu, eh.

E invece, con modica spesa (meno di un cocktail all'Armani, se proprio vogliamo) sei riuscito ad avere la mia attenzione e balzare dritto in cima alla mia Lista di Possibili Uomini della Mia Vita.

Sì, sì, proprio in cima, mica a metà classifica.

Regala un libro a una ragazza per rimorchiare meglio ANCHE TU!

Sìììì! Love ♥

Tantoammore anche per chi mette mi piace alla mia pagina Facebook https://www.facebook.com/SomethingIaias e condivide!





mercoledì 14 maggio 2014

Victoria's Secret: Più Modelle Brutte Per Tutti




Buongiorno amici, benvenuti alla Giornata Mondiale della Bassa Autostima Femminile.

Ovvero, LA SFILATA ANNUALE DI VICTORIA'S SECRET.


Voi. Sì, voi. Vi odio.

Ricordiamo che gli Angeli non sono umani, ma sono l'arma segreta del un complotto alieno per conquistare a terra provocando complessi d'inferiorità nelle donne. (che, convinte di essere cesse, non si mostrano nude ai propri uomini, non ciulano, non si riproducono. Estinzione della specie umana).

Alcuni fatti divertenti (hahahaha NO.) :

- Le modelle sono a dieta liquida per le due settimane precedenti. Nelle 24 ore prima della sfilata NON INGERISCONO NULLA, neanche acqua. Al termine dello show svengono in camerino.

- Le truccatrici spalmano 7 (sette) strati di fondotinta sul fondoschiena delle superfigone. Non osate mai più farvi problemi per il vostro sedere, se anche quello di Adriana Lima ha bisogno di essere plastificato.

- Non pensate che comprare intimo di Victoria's Secret vi farà diventare come loro. Al massimo vi farà sentire ciofeche e vorrete mettervi a dieta.


Cioè scusate ma io vado a nascondermi in uno sgabuzzino.

A quando le sfilate di intimo con modelle cesse e ciccione, che a paragone ognuna di noi sembra superpassera? Quello servirebbe.

PIù MODELLE BRUTTE PER TUTTI.

Ho concluso.

martedì 18 marzo 2014

DISCO INFERNO



ENGLISH VERSION - Versione italiana SOTTO


The other night I went clubbing.\ I have a problem.

I majored in the wrong subject.

I mean, I have a Master's Degree in Finance (yes, I know it sounds weird from the girl whose blog is full of bullshit like Thanksgiving Day's turkey is full of cranberry sauce). I SHOULD HAVE TAKEN SOCIOLOGY. Or Ethology. Or Whateverology. Because I have a super power. Nedless to say, it's a useless super power, like forecasting yesterday's weather. It wouldn't be me otherwise.

I have the mind movies superpower. I shoot such good flicks in my mind that I make Lord of The Ring seem like a short film. Take that, Peter Jackson!

My last mental trip:

ANIMALS IN THE WILD = CLUB FAUNA

Let me explain, so I don't seem crazy (Yes, I know I do. Politely ignore this fact, please).

AT THE BAR:

It's DOG EAT DOG. Nobody cares if you've been queuing forever, and you're going to faint from dehidration, barista will always give his undivided attention to (from least powerful to most powerful):

  • The monkey-man who pushes and screams the most. He's a bully and you aren't. He wins.
  • The girl with the biggest tits. Big tits on the bar > Bully
  • The barista's friend. Because I don't care who you are or where you come from, playing Xbox together for hours, days, months, always creates a lifelong bond. VIP spot at the waterhole guaranteed, like, FOR EVER.
No, I don't care if you've been waiting for your drink, I have to show off for the big-breasted girl. Now go away. 


AT THE LADIES' ROOM:

Seriously, I've seen favelas cleaner than a club toilet at three o' clock in the morning. Please try to envision your office's restrooms in that kind of state. Sudden strike, protestors organizing picket lines, employees chained to the bank's gates, and a brand- new italian scandal “CLEAN TOILETS”.

Girls with handbags worth a zillion Duck Dollars just mutter a vague “Ew, gross!”. Had it been their house bathroom, they would have skinned the Philippine alive, hanging her skin in the living room as a reminder to the new Portorican maid, just to show her how to behave, thank you very much.

Do you like my new carpet? It's my last maid.


MEN:

Guy drunker than Paul Gascoigne approaches with a winey, persuasive breath, and slurs: “Ehi, beauty open bracket places hand on my bottom close bracket wanna come with me?”

Wow, playboy, I don't know if I'm more flattered by your eau de wisky-and-tonic breath or by your winning personality! Consider me tempted.

My kind answer is THANKS BUT NO, THANKS, and remove that hand from my derrière AT ONCE, IF YOU DON'T WANT ME TO CUT IT AND BURN THE STUMP, Muzio Scevola.



AT THE ENTRANCE:

At the Post Office, whene there are more than ten people queuing, instead of waiting patiently for your turn to come, it's always a booming “It's a shame” here and an indignant “I'm a taxpayayer!” there.

At the club? Silence, order, neat queue – exception for the friend of the friend of the friend that high- fives the bouncer and nonchalanty gets in – who cares about nine-inch-heels that are killing you. Who cares that you're beginning to hibernate since you've left your coat in the car, to avoid paying the two euros cloakroom (so lame, I know, but we've all been fifteen and pennyless, come on)

AND DON'T EVEN GET ME STARTED ON THE DREADED HAND- STAMP!
What am I, a cow to brand?!? Puh-leeease!


WOMEN:

The club is the only place where you can pull off wearing the latest Moschino collection and not be dragged to the asylum. I heard straightjackets are in, this year. Ah, and leopard print galore, of course.

OUCH! OUCH!

What happen, did someone stump on your feet?

No, they just stabbed me to death at the fashion sense, right here, between my heart and my lungs.



Yes, it's for real. Get over it.

VERSIONE ITALIANA



L’altra sera sono andata a ballare. E ho scoperto di avere un problema.

Ho sbagliato facoltà.

Cioè, ho fatto Finanza (sì, lo so che sembra strano, detto da una il cui blog è infarcito di minchiate come un tacchino nel Giorno del Ringraziamento è infarcito di salsa ai mirtilli). DOVEVO FARE SOCIOLOGIA. O Etologia. O qualcosa-logia. Perché ho scoperto di avere un superpotere. Ovviamente è un superpotere inutile, tipo prevedere il meteo di ieri. Se no non sarei io.

C'ho il superpotere dei film mentali ,che il Signore degli Anelli a confronto è un cortometraggio. Beccati questa, Peter Jackson!


Il mio ultimo trip:

ANIMALI NELLA SAVANA = FAUNA DA CLUB

Fatemi spiegare, che se no sembro matta (sì lo so che lo sembro comunque. Ignorate educatamente questo fatto).


AL BAR:

Vige la legge del più forte. Non importa se sei in coda da ore, e stai per svenire dalla sete, il barista darà sempre la propria attenzione (nell’ordine, dal meno potente al più potente):

  • al primate che sgomita e sbraita più forte. Lui è prepotente e tu no, quindi vince lui.
  • alla tipa con le tette più grosse. Tette grosse sul bancone > tizio prepotente
  • all’amico del barista. Non m'interessa chi sei o da dove vieni, giocare alla Playstation insieme per ore, giorni, mesi, crea legami indissolubili per tutta la vita e garantisce precedenza all’abbeveratoio. Tipo PER SEMPRE.
Non m'interessa se stai aspettando il drink, devo fare il figo con la tettona. Va' via.


IN BAGNO:

Seriamente, ho visto favelas più pulite delle toilettes dei club alle tre di mattina. Immaginate se il bagno del vostro ufficio fosse conciato in quelle condizioni. Sciopero immediato, picchetti di protesta, impiegati incatenati ai cancelli e nuovo scandalo italiano “CESSI PULITI”. Invece no.

Ragazzine con borse da milioni di paperdollari borbottano un vago “che schifo”. Fosse il bagno di casa loro scuoierebbero viva la domestica filippina e appenderebbero la pelle in salotto, così, giusto per ricordare alla prossima domestica brasiliana come ci si comporta, grazie.

Piace il mio tappeto nuovo? E' la mia ultima cameriera.


UOMINI:

Tizio più ubriaco di Paul Gascoigne si avvicina e con alito vinoso e suadente sbiascica: “Ehi, bellezza aperta parentesi appoggia mano sul mio fondoschiena chiusa parentesi ti va di fare un giro con me?” Uao seduttore, non so se è più prorompente la tua personalità o il tuo alito eau de wiskytonic! Considerami tentata.

Rispondo gentilmente GRAZIE MA NO, GRAZIE e leva quella mano dal mio fondoschiena IMMEDIATAMENTE o TE LA TAGLIO E BRUCIO IL MONCHERINO, Muzio Scevola.



ALL'ENTRATA:

Alle Poste se ci sono più di dieci persone in coda, invece che aspettare pazientemente il proprio turno, è sempre un sonante “Ma è un’indecenza!” qui, e un indignato “Io pago le tasse!” là.

To the club? Zitti, muti, fila ordinata  - a parte l’amico dell’amico dell’amico dell’amico che schiaccia il cinque al buttafuori ed entra con nonchalance – chissene del tacco dodici che ti sta uccidendo. Chissene del principio di ibernazione dovuto cappotto lasciato in macchina per non pagare i due euro di guardaroba (una poraccitudine senza fine, ma siamo stati tutti quindicenni e squattrinati, oh)



E NON FATEMI PARLARE DEI TIMBRI SULLA MANO!
Cosa sono, una mucca da marchiare? Mapperfavore!



DONNE:

L’unico posto dove ti puoi permettere di indossare l’ultima collezione Moschino senza che ti ricoverino alla neuro. Le camicie di forza vanno un casino quest'anno. E per non farci mancare niente, betoniere di leopardato.

AHIA, AHIA, CHE MALE!!

Che succede, ti hanno pestato un piede?


No, mi hanno solo pugnalato a morte al fashion sense, proprio qui, tra il cuore e il polmone.



Sì è vero. Non rompete.





lunedì 10 marzo 2014

I BELIEVE IN MYSELF


First post in ENGLISH and ITALIANO.

VERSIONE ITALIANA SOTTO.


It's a difficult period in my life. I said difficult, not bad. But complicated. Time-consuming. Too much things to do, too little time. Too many people that say “No, you can't do it”.

When I'm in doubt, I write. It reminds me of who I am, and why I live. It makes me feel alive.

I don't do random things, even it it seems.

I'm not stupid, even if it seems.

I've got beliefs.

Here they are.

I BELIEVE.

I believe the easy way is the most boooring. I believe in curves, in climbs, in stops just to have a rest and enjoy the view. I believe in hard work, I believe in obstacles and finding a way to overcome them, if it was easy everybody could do it and it wouldn't be special anymore.



I believe the best answer to those who say “You can't do it, it's impossible” it's “FUCK IT, I JUST DID IT”, what do you have to say now?

Albert Einstain is saying that you can go FUCK YOURSELF.

I believe in love. I believe in fighting for love. I believe in showing love. I believe in making love. A LOT OF LOVE.



I believe in people. I believe in the creepy doorman that greets me every morning, i believe in the shopkeeper at the supermarket that helps me with my grocery shopping, I believe in the kind receptionist at my workplace that instead of dissing me because I LOST MY FUCKING THIRD BADGE IN A FUCKING WEEK, she gives me another, smiling (!!!)

I believe in second chances. I believe in mistakes, I believe in going back crying and screaming “SORRY IF I MESSED UP BAD” and in really changing yourself to get back what you lost.

Pretty much self-explanatory

I believe in listening.

I believe in trying new things. Even if you think you can't stand them. You try, you try FOR REAL, and then you decide “No, this sucks”. Or maybe not. (like oysters. Oysters are Heaven-on-Earth. But if you let yourself be stopped by the general sliminess of the thing, you'll never know that Heaven-on-Earth is for real. OYSTERS, people, I swear. Try.)

I believe in coffee. I believe in coffee in the morning. Well, I don't believe in mornings, but I've been forced to believe it's real. I don't believe in being punctual, either, and no one persuaded me still.

My personal alarm clock. and yes, it's always like that.

I believe that everyday make-up is an armour. I believe in showing the world your best face, even if you feel like shit. I believe that a new dress can work wonders on your confidence.

Yves Saint Laurent knows better.

I believe in changing yourself inside and outside because you feel like it, not because you need to appease others.

I believe in smiling.

I believe in enthusiasm. I believe in positivity. I believe that if you think “Tomorrow will be better than today”, well, tomorrow WILL BE better than today.

I believe in working your ass off. I believe in trials and errors, I believe in always getting back up, in crying when you need to and in throwing fits, because when you throw a fit it means that you care and there is still hope.

I believe in books.

I believe in red wine and good food.

And roses. Always believe in roses.

BUT MOST OF ALL, I BELIEVE IN MYSELF. 
BECAUSE IF I DON'T, WHO WILL?

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È un periodo difficile della mia vita. Ho detto difficile, non brutto. Ma complicato. Impegnativo. Troppe cose da fare e troppo poco tempo per farle. Troppa gente che mi dice “No, non puoi”.

Quando sono nei casini, io scrivo. Mi ricorda chi sono e perchè vivo. Mi fa sentire viva.

Non faccio le cose a caso, anche se può sembrare.

Non sono stupida, anche se può sembrare.

Ho dei principi.

Eccoli.

IO CREDO.

Io credo che la strada facile sia anche la più noiosa. Credo nelle curve, nelle salite, nel fermarsi a riposare e ad ammirare il panorama, credo nella fatica, credo negli ostacoli e nel trovare un modo per superarli, che se fosse semplice lo farebbero tutti e non sarebbe più speciale.


Credo che la risposta migliore a tutti quelli che mi dicono “Non puoi farlo, è impossibile”, sia “VAFFANCULO, L'HO APPENA FATTO”, e adesso come la mettiamo?

Alberto Einsteino ti sta dicendo che PUOI ANDARE A FARTI FOTTERE.

Credo nell'amore. Credo nel lottare per l'amore. Credo nel dimostrare l'amore. Credo nel fare l'amore. TANTO AMORE.

Credo nelle persone. Credo nel mio inquietante portinaio che mi saluta ogni mattina e credo nel cassiere del supermercato che mi aiuta a imbustare la spesa, e credo nella receptionist che invece che insultarmi perchè HO PERSO IL FOTTUTO TERZO BADGE IN UNA FOTTUTA SETTIMANA me ne fa un altro e mi sorride anche.

Credo nelle seconde possibilità. Credo negli sbagli, nel tornare indietro piangendo, nell'urlare “HO FATTO UNA CAZZATA” e nel cambiare davvero per riprenderti ciò che hai perso.

Si spiega da sè.

Credo nell'ascoltare.

Credo nel provare cose nuove. Anche se ti fanno schifo. Ci provi, ci provi davvero, e poi decidi “No, questo mi fa schifo”. O magari no. (tipo le ostriche. Le ostriche sono il paradiso in terra. Ma se ti lasci fermare dall'apparenza viscidosa e non le provi, il paradiso in terra non lo scoprirai mai. OSTRICHE, gente, fidatevi.)

Credo nel caffè. Credo nel caffè la mattina. Ecco, non credo nella mattina, ma mi hanno convinta che esiste. Non credo neanche nella puntualità, e non sono ancora riusciti a convincermi che esiste.

La mia sveglia personale. Sì, segna sempre quest'ora.

Credo nel truccarmi ogni giorno, che il trucco è una corazza. Credo nell'offrire al mondo la tua faccia migliore anche se ti senti una ciofeca. E credo che un vestito nuovo faccia miracoli sulla tua autostima.

Yves Saint Laurent SA.

Credo nel cambiamento dentro e fuori perchè te lo senti, non per compiacere gli altri.

Credo nei sorrisi.

Credo nell'entusiasmo. Credo nella positività. Credo che se pensi che “domani sarà meglio di oggi”, beh, DOMANI SARà MEGLIO DI OGGI.

Credo nel farsi un culo così. Credo negli errori, nei tentativi, nel rialzarsi sempre, nel piangere quando ce n'è bisogno e nell'incazzarsi, perchè quando ti incazzi vuol dire che ci credi ancora e c'è speranza.

Credo nei libri.


Credo nel vino rosso, e nel buon cibo.

E le rose. Sempre credere nelle rose.

MA SOPRATTUTTO, CREDO IN ME STESSA. 
PERCHè SE NON LO FACCIO IO, CHI LO FA?

martedì 4 febbraio 2014

UNA VITA SENZA FACEBOOK

DIECI ANNI DI FACEBOOK

Stamattina mi sono svegliata (applausi, grazie, che sono imprese di un certo peso). Come al solito do un’occhiata alla mia rassegna stampa: Sole 24 Ore, Corriere, Economist, Cosmopolitan, Vogue e Facebook.

Post in evidenza: il caro Mark Zuckemberg che ci informa che è il decimo anniversario del lancio di Facebook. Che carino. Conosco coppie sposate che sono durate meno.

Vi do un’amara notizia: SIAMO TUTTI FACEBOOK-DIPENDENTI. Tutti. Sì, anche tu che hai un nome fittizio per non farti trovare dai colleghi. Sì, anche tu che controlli ossessivocompulsivamente le tag delle tue foto pubblicate dagli altri. Sì, anche tu che “No, io Facebook non lo uso tanto” e poi sei sempre online.

La nostra vita, ora.

Ho provato a immaginarmi un mondo Facebook-free.

SENZA FACEBOOK:

-          Gli affamati di vagina sono confinati su Badoo. Peraltro, morti di patata: le vostre attività mi escono in bacheca. Si vede che mettete millemila “mi piace” a tizie russe o ucraine, che poverine non hanno abbastanza soldi per comprarsi i vestiti.

-          Non vengo informata in tempo reale del decesso di attori di cui fregacazzi e di cantanti di cui fregaancorameno. Di Mandela? Tranquilli, lo scopro da me, state sicuri che sul Corriere l’hanno scritto.

-          Le coppie che si amano continuano ad amarsi. IN PRIVATO. Le coppie che litigano continuano a litigare. IN PRIVATO.

-          ESTATE. Nessuno pubblica foto delle proprie cosce bordo piscina. Ahhhh che pace, che silenzio.

Nel Mulino che vorrei, un tasto MA ANCHE NO avrei.

-          FALLIMENTI A CATENA DELLE DISCOTECHE perché nessuno ordina Belvedere e Grey Goose al tavolo. (cioè, se non puoi postarle e far vedere quanto sei ricco e figo, che senso ha?)

-          Le amiche si abbracciano dal vivo invece che pubblicarsi cuoricini in bacheca

-          Amici che vanni in vacanza in paradisi extraterrestri. Amici che organizzano cene interminabili in cui ti mostrano quattrocentodiciotto fotografie, che sinceramente preferivo impiegare il mio tempo a collezionare tutti i Pokèmon. ENORME SCARTAVETRAMENTO DI GONADI

-          Non sei costretta a vedere il tuo ex fidanzato che si limona la sua nuova fiamma

-          Il tuo capo non sa che aspetto hai in bikini

-          Il tuo capo non sa che sbronza colossale ti sei presa ieri sera. (chi, IO? No capo, è un fotomontaggio)

-          Il tuo capo non sa. Punto. Ed è meglio che non sappia.

-          Per organizzare una serata devi fare ottocentocinquantasei telefonate a centotrentasette persone. E ricevere cinquantaquattro messaggi che paccano tre minuti prima dell’orario di ritrovo

-          Non trascorri tre piacevoli giornate a disperarti perché il fanciullo che ti piace ha una foto profilo con un’ultrafiga. “E’ mia sorella”……… ah.

-          Le ragazze non giudicano la propria desiderabilità sul numero dei mi piace alle foto.
 
Selfie Duckface. Ma perchè?

-          ODDIO E ADESSO COME LO STALKERO QUEL BEL TOCCO DI BRANZINO BIONDO CHE HO APPENA CONOSCIUTO?

-          Nessuna epidemia di Reflex, che, ricordiamolo, è scoppiata perché le bimbeminkia che possiedono delle Converse dovevano condividerle col mondo, fotografate in ogni posa umana e inumana. (che poi, voglio dire, altri soggetti un po’ più originali no? Che so, fotografa la tua iguana domestica, lo posso capire. Ma LE CONVERSE! Yawn.)

-          Zerocalcare sarebbe ancora un perfetto sconosciuto

-          Caro vecchio pettegolezzo a voce, che ha diffusione mooolto più lenta. Tipo il passaggio tecnologico dalla carrozza all’automobile. No “tutti si fanno un barile di fatti altrui e poi si lamentano che gli altri si fanno un barile di fatti tuoi”.

-          Non esisterebbero i PROFILI DI COPPIA (anche detti Il Male Del Ventunesimo Secolo)

-          Non sarei braccata da gente che mi rammenta leziosamente quanto è meravigliosa/fantastica/supercalifragilisticespiralidosa la sua vita. E ovvio, la mia vita è ‘NAMMERDA. Grazie eh, grazie.

-          Al lavoro, LAVORIAMO invece che cazzeggiare.

-         NIENTE SELFIE!!

Si stava meglio quando si stava peggio?

E adesso scusate, che devo andare a guardare i lavori in corso agli angoli delle strade con i miei amici pensionati.

Anche detta la sindrome del "Io ho millemila amici, ettunnò, pappappero"


Suggerimenti su altre oscenità/sistavameglioquandosistavapeggio/mannaggiammèquandomaimisonoiscrittaaFaceBBok?





lunedì 3 febbraio 2014

SONO UNA RITARDATARIA


Sono una ritardataria. Lo sono sempre stata. Sarei capace di arrivare tardi anche al mio stesso funerale. Felice. Sì, c’è questo piccolo problema che la gente mi odia, perché poteva usare il tempo passato ad aspettarmi in modo più proficuo, che so, guardando La corazzata Potemkin o leggendosi tutto Guerra e Pace.

La mia sista è also una ritardataria. Più cronica di me. Madreh afferma che a casa nostra i divani hanno assunto la forma dei deretani degli amici, che rassegnati a un’attesa (ad andar bene) di 40/45 minuti, stremati, acconsentivano a farsi offrire caffè/the/biscotti/calice di vino/assenzio dalla sollecita genitrice.
LA VOGLIO. Ricchi premi a chi la trova e me la regala.

Al liceo avevo questa prof cattivissima ma con le contropalle (Prof. Caprani, se mi legge salve, le voglio bene, è grazie a lei che so tutto sui vulcani, però avrebbe potuto insegnarci a distinguere i diamanti dagli zirconi, era utile). Ecco, lei aveva estirpato la piaga dei ritardatari con un semplicissimo stratagemma: INTERROGARE chiunque avesse varcato la porta dell’aula anche un solo minuto dopo il suono della campanella. Basti dire che in una scala di dolore dove 1 è una puntura di spillo e 10 farsi strappare le unghie con una pinza rovente, le interrogazioni della suddetta totalizzavano uno sconvolgente UNDICI.

Prof: “Tettamanti, di nuovo in ritardo. Alla cattedra”.
Io: “Ma no, prof., sono solo le ottoedue, parliamone, due minuti saranno mica ritardo, dai, suvvia, sia buona…”

La parola “buona” non esiste nel vocabolario delle prof. di chimica. La parola “pietà” neppure.

La vostra affezionata si trascina lentamente alla cattedra, sapendo cosa la aspetta. La vostra affezionata infatti, lungi dall’aprire libro, ha pensato bene di trascorrere il pomeriggio precedente a decidere se le donasse di più uno smalto Verde Ranocchia a Primavera piuttosto che un sexy Rosso Fiamme dell’Inferno.

Disfatta totale.

Che non impediva però il ripetersi della stessa identica scena la settimana successiva. Inutile dire che non ero l’alunna preferita dell’inflessibile prof (che però, sono sicura, sotto sotto ammirava la mia coerenza e il mio masochismo. O forse no.).

SIA MAI che mi si ponga un problema a cui io non cerchi soluzioni!

Questi i geniali parti della mia mente:

  • ANTICIPARE LA SVEGLIA. Assolutamente inutile, se tenete il cellulare a meno di mezzo metro di distanza. Il tasto Snooze vi risucchierà con i suoi malvagi poteri, convincendovi che la frase “ancora cinque minuti e poi mi alzo” possa essere ripetuta all’infinito. CHE TU SIA MALEDETTO, INVENTORE DEL TASTO SNOOZE! Ma a chi voglio raccontarla, anche senza sarei arrivata in ritardo comunque.

  • TROVARE FIDANZATO RITARDATARIO. Non serve a niente se dovete prendere un treno, non è che il macchinista si informa sulle abitudini del tuo fidanzato, che glie frega a lui. Se deve partire parte. Ma se siete una di quelle che “Sì amore, cinque minuti e scendo” mentre siete ancora in accappatoio, il fidanzato ritardatario è una mano santa. Avrete finito di mettervi la crema idratante, asciugarvi i capelli, vestirvi, truccarvi, piastrarvi i capelli e vi rimarranno ancora cinque minuti buoni per cincischiare dando gli ultimi tocchi. BONUS: potrete anche farlo sentire in colpa: “avevamo detto dieci e mezza, sono le undici e un quarto! Lo sai quanto ti ho aspettato?”. Sì, è un colpo basso, ed è palesemente falso. Embè?
VOGLIO ANCHE QUESTO.

Conclusione, anche il fidanzato ritardatario non serve a un’emerita bega.

  • Allora, colpo di genio, lampadina accesa, eureka ecceteraeccetera, TROVIAMOCI UN FIDANZATO PUNTUALE.

Quando. Mai. L’ho. Fatto.

Ma io, stare zitta e farmi i fatti miei, mai? Non lo sai, Iaia, che quello che tu definisci nella tua mente “brillanti trovate” di solito si rivelano essere CAZZATE MOSTRUOSE?
L’Uomo puntuale e la donna ritardataria sono come il cobra e la mangusta. Sono nemici naturali, e mai e poi mai potranno andare d’accordo. Soprattutto se l’UP è anche MATTINIERO (orrore) e la DR è invece una DORMIGLIONA (voi mi chiamate dormigliona, io preferisco definirmi “sognatrice”. Letteralmente.).
Io la mattina. Mmmhhh che bel donnino.

Scene da film dell’orrore:

L’UP alle otto di mattina (che poi, esistono davvero, le otto di mattina, ne siamo certi? Non sono un’invenzione delle Multinazionali Malvage?) è già: lavato sbarbato, profumato, incravattato e perfetto nel suo abito grigio con le pences drit-tis-si-me.
La DR si sta rotolando sotto il piumone. Si stiracchia voluttuosamente. Sta dibattendo nella sua testa se è il caso di aprire mezza palpebra. Che domande. No, ovvio.
È lì che l’UP dà il meglio di sé. Non tollera il ritardo, e userà ogni mezzo per convincervi che non solo dovete alzarvi ORA, ma dovevate alzarvi già VENTI MINUTI FA.

*la descrizione seguente contiene scene cruente realmente accadute, proteggete i bambini e gli anziani deboli di cuore*

L’Uomo Puntuale mi ha:

  • Puntato la sveglia e costretta ad alzarmi subito, ALZANDO LE TAPPARELLE e ACCENDENDO LA LUCE. CONTEMPORANEAMENTE. I migliori avvocati di diritto internazionale confermeranno che è vietato dalla Convenzione di Ginevra, alla sezione “Torture Proibitissime che Proprioproprio Nonsipuò, Peggio che Uccidere Cuccioli di Lori Lento con un Bastone Arruginito, Perfidia Atomica”. Più o meno.
  • Tirato via le coperte a tradimento, lasciandomi a tremare come il Bambin Gesù appena nato nella Grotta di Betlemme (patetico, avrebbe mosso chiunque a compassione, tranne Quello Stupido Nazista).
  • Lavata con la bottiglietta d’acqua che ha trovato sul comodino. Uno dei peggiori risvegli di tutta la mia vita. E da ultimo,
  • MI HA PHONATA. Giuro. È arrivato brandendo un phon acceso, in accappatoio, urlando MUAHAHAHAH con aria dissennata, come i migliori cattivi dei film.


E comunque, niente di tutto ciò ha fatto di me una Donna Puntuale. Premi il tasto “Lascia perdere”.