lunedì 3 febbraio 2014

SONO UNA RITARDATARIA


Sono una ritardataria. Lo sono sempre stata. Sarei capace di arrivare tardi anche al mio stesso funerale. Felice. Sì, c’è questo piccolo problema che la gente mi odia, perché poteva usare il tempo passato ad aspettarmi in modo più proficuo, che so, guardando La corazzata Potemkin o leggendosi tutto Guerra e Pace.

La mia sista è also una ritardataria. Più cronica di me. Madreh afferma che a casa nostra i divani hanno assunto la forma dei deretani degli amici, che rassegnati a un’attesa (ad andar bene) di 40/45 minuti, stremati, acconsentivano a farsi offrire caffè/the/biscotti/calice di vino/assenzio dalla sollecita genitrice.
LA VOGLIO. Ricchi premi a chi la trova e me la regala.

Al liceo avevo questa prof cattivissima ma con le contropalle (Prof. Caprani, se mi legge salve, le voglio bene, è grazie a lei che so tutto sui vulcani, però avrebbe potuto insegnarci a distinguere i diamanti dagli zirconi, era utile). Ecco, lei aveva estirpato la piaga dei ritardatari con un semplicissimo stratagemma: INTERROGARE chiunque avesse varcato la porta dell’aula anche un solo minuto dopo il suono della campanella. Basti dire che in una scala di dolore dove 1 è una puntura di spillo e 10 farsi strappare le unghie con una pinza rovente, le interrogazioni della suddetta totalizzavano uno sconvolgente UNDICI.

Prof: “Tettamanti, di nuovo in ritardo. Alla cattedra”.
Io: “Ma no, prof., sono solo le ottoedue, parliamone, due minuti saranno mica ritardo, dai, suvvia, sia buona…”

La parola “buona” non esiste nel vocabolario delle prof. di chimica. La parola “pietà” neppure.

La vostra affezionata si trascina lentamente alla cattedra, sapendo cosa la aspetta. La vostra affezionata infatti, lungi dall’aprire libro, ha pensato bene di trascorrere il pomeriggio precedente a decidere se le donasse di più uno smalto Verde Ranocchia a Primavera piuttosto che un sexy Rosso Fiamme dell’Inferno.

Disfatta totale.

Che non impediva però il ripetersi della stessa identica scena la settimana successiva. Inutile dire che non ero l’alunna preferita dell’inflessibile prof (che però, sono sicura, sotto sotto ammirava la mia coerenza e il mio masochismo. O forse no.).

SIA MAI che mi si ponga un problema a cui io non cerchi soluzioni!

Questi i geniali parti della mia mente:

  • ANTICIPARE LA SVEGLIA. Assolutamente inutile, se tenete il cellulare a meno di mezzo metro di distanza. Il tasto Snooze vi risucchierà con i suoi malvagi poteri, convincendovi che la frase “ancora cinque minuti e poi mi alzo” possa essere ripetuta all’infinito. CHE TU SIA MALEDETTO, INVENTORE DEL TASTO SNOOZE! Ma a chi voglio raccontarla, anche senza sarei arrivata in ritardo comunque.

  • TROVARE FIDANZATO RITARDATARIO. Non serve a niente se dovete prendere un treno, non è che il macchinista si informa sulle abitudini del tuo fidanzato, che glie frega a lui. Se deve partire parte. Ma se siete una di quelle che “Sì amore, cinque minuti e scendo” mentre siete ancora in accappatoio, il fidanzato ritardatario è una mano santa. Avrete finito di mettervi la crema idratante, asciugarvi i capelli, vestirvi, truccarvi, piastrarvi i capelli e vi rimarranno ancora cinque minuti buoni per cincischiare dando gli ultimi tocchi. BONUS: potrete anche farlo sentire in colpa: “avevamo detto dieci e mezza, sono le undici e un quarto! Lo sai quanto ti ho aspettato?”. Sì, è un colpo basso, ed è palesemente falso. Embè?
VOGLIO ANCHE QUESTO.

Conclusione, anche il fidanzato ritardatario non serve a un’emerita bega.

  • Allora, colpo di genio, lampadina accesa, eureka ecceteraeccetera, TROVIAMOCI UN FIDANZATO PUNTUALE.

Quando. Mai. L’ho. Fatto.

Ma io, stare zitta e farmi i fatti miei, mai? Non lo sai, Iaia, che quello che tu definisci nella tua mente “brillanti trovate” di solito si rivelano essere CAZZATE MOSTRUOSE?
L’Uomo puntuale e la donna ritardataria sono come il cobra e la mangusta. Sono nemici naturali, e mai e poi mai potranno andare d’accordo. Soprattutto se l’UP è anche MATTINIERO (orrore) e la DR è invece una DORMIGLIONA (voi mi chiamate dormigliona, io preferisco definirmi “sognatrice”. Letteralmente.).
Io la mattina. Mmmhhh che bel donnino.

Scene da film dell’orrore:

L’UP alle otto di mattina (che poi, esistono davvero, le otto di mattina, ne siamo certi? Non sono un’invenzione delle Multinazionali Malvage?) è già: lavato sbarbato, profumato, incravattato e perfetto nel suo abito grigio con le pences drit-tis-si-me.
La DR si sta rotolando sotto il piumone. Si stiracchia voluttuosamente. Sta dibattendo nella sua testa se è il caso di aprire mezza palpebra. Che domande. No, ovvio.
È lì che l’UP dà il meglio di sé. Non tollera il ritardo, e userà ogni mezzo per convincervi che non solo dovete alzarvi ORA, ma dovevate alzarvi già VENTI MINUTI FA.

*la descrizione seguente contiene scene cruente realmente accadute, proteggete i bambini e gli anziani deboli di cuore*

L’Uomo Puntuale mi ha:

  • Puntato la sveglia e costretta ad alzarmi subito, ALZANDO LE TAPPARELLE e ACCENDENDO LA LUCE. CONTEMPORANEAMENTE. I migliori avvocati di diritto internazionale confermeranno che è vietato dalla Convenzione di Ginevra, alla sezione “Torture Proibitissime che Proprioproprio Nonsipuò, Peggio che Uccidere Cuccioli di Lori Lento con un Bastone Arruginito, Perfidia Atomica”. Più o meno.
  • Tirato via le coperte a tradimento, lasciandomi a tremare come il Bambin Gesù appena nato nella Grotta di Betlemme (patetico, avrebbe mosso chiunque a compassione, tranne Quello Stupido Nazista).
  • Lavata con la bottiglietta d’acqua che ha trovato sul comodino. Uno dei peggiori risvegli di tutta la mia vita. E da ultimo,
  • MI HA PHONATA. Giuro. È arrivato brandendo un phon acceso, in accappatoio, urlando MUAHAHAHAH con aria dissennata, come i migliori cattivi dei film.


E comunque, niente di tutto ciò ha fatto di me una Donna Puntuale. Premi il tasto “Lascia perdere”.


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